Restauro Conservativo

Abside della Chiesa dei SS. Domenico e Michele Mammiano (PT)

DESCRIZIONE

La Chiesa, d’impianto romanico (secolo XII–XIII) mantiene all’esterno alcuni caratteri originari mentre l’interno è stato radicalmente modificato nel secolo XIX.  E’ a navata unica con due cappelle laterali nella zona presbiteriale e  con un’abside semicircolare. L’intera costruzione è realizzata, all’esterno, in pietra a faccia vista  mentre l’interno è caratterizzato da una copertura lignea a cassettoni decorati da rosoni.  Il catino absidale della Chiesa è costituito da una volta ellittica suddivisa in tre spicchi da larghe cornici a fasce e delimitata, orizzontalmente, da una cornice modanata in stucco. Quest’ultima racchiude, al centro, un arco ribassato sulla cui sommità sono modellati due cherubini, anch’essi in stucco. Il catino, come il resto della chiesa, presenta i segni dei rimaneggiamenti antichi e recenti. Le superfici, riccamente decorate probabilmente tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, sono state ricoperte da  una spessa tinteggiatura sintetica blu al di sotto della quale si intuiscono numerose perdite dell’intonaco, fratture, fessurazioni e  reintegrazioni in malta cementizia. Anche le cornici e gli stucchi sono stati ridipinti con colori sintetici.                                                                                                                                                          Durante i saggi di piltura preliminari è emerso che i colori originari sono soggetti a una forte polverizzazione dovuta principalmente all’azione esercitata dal colore soprastante che, essendo molto spesso e tenacemente ancorato al supporto, funge da “adesivo” per lo strato sottostante  molto più sottile e debole. La perdita del film pittorico è pertanto molto elevata benché i motivi decorativi rimangano abbastanza leggibili.

RESTAURO

L’intervento eseguito secondo le indicazioni del Funzionario Responsabile della Soprintendenza mira al completo recupero delle superfici decorate. A tal fine sono state eseguite tutte le operazioni necessarie, dalla pulitura al consolidamento, dalla stuccatura alla reintegrazione pittorica. Per poter eseguire la ricostruzione grafica e cromatica del catino sono stati campionati i colori originari, molto brillanti, adagiati sul retro della pellicola azzurra. Le parti pittoriche definitivamente perdute, a causa dei precedenti interventi, sono state ricostruite grazie al ritrovamento di alcune fotografie risalenti agli anni ’50 del 1900 e con il supporto di un episcopio:  la fotografia scelta è stata proiettata sulle pareti e, dopo aver fatto combaciare gli elementi pittorici già presenti con quelli proiettati, sono state  rintegrate tutte le lacune.

 

 

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