Restauro Conservativo

Canonica della Chiesa di S. Bartolomeo in Pantano, Pistoia

 

DESCRIZIONE:

Alcova e Stanza dell’Abate:

I saggi preliminari eseguiti hanno permesso di individuare ben otto strati di scialbo presenti lungo le pareti e cinque sulla volta. Lo strato decorativo più antico è di tipo architettonico costituito da cornici che riquadrano le pareti e poggiano su un alto basamento. Sia le pareti che i basamenti sono adornati da delicati motivi floreali. Questa composizione potrebbe corrispondere al periodo in cui il monastero di S. Bartolomeo fu affidato ai Vallombrosani (1779). Allo stesso ciclo pittorico si possono far risalire sia il decoro emerso al centro della volta dell’alcova (l’Occhio Divino inscritto in un triangolo circondato da una leggera coltre di nuvole) che gli angeli sopra l’arco, dai toni delicati e dalle pennellate nette e corpose, in seguito pesantemente rimaneggiati.

Affreschi al piano terra:
L’esistenza degli affreschi che sono stati riportati alla luce, anche se frammentari, è stata dedotta analizzando la posizione di altri affreschi esistenti. Sono stati eseguiti dei saggi rimuovendo una parte di parete a mattoni pieni addossata sul muro originario. Dietro la controparete sono emersi la figura di Santa Monica, ben leggibile con una lunga iscrizione in latino integra, e un frammento di S. Gelasio Papa; di quest’ultimo sono rimasti solo il nome e la parte alta della figura.

RESTAURO
Durante il restauro sono emerse numerose situazioni che hanno contribuito al degrado delle superfici: tracce di alloggiamento dei cavi elettrici, fratture, macchie scure di varia natura. stuccature e rimaneggiamenti a gesso e cemento; rigonfiamenti dell’intonaco con conseguenti distacchi dello stesso e della pellicola pittorica dal supporto murario. L’intervento, seguito dai Funzionari Responsabili di Zona della Soprintendenza,  è stato finalizzato al recupero delle antiche decorazioni: stucchi, pitture murali e affreschi.

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