Restauro Conservativo

Torre campanaria Chiesa di Mammiano (PT)

 

INTERVENTO DI RESTAURO CONSERVATIVO DEL CAMPANILE DELLA CHIESA DI MAMMIANO, PISTOIA

STATO DI CONSERVAZIONE

La Chiesa, d’impianto romanico (secolo XII-XIII) a navata unica, mantiene all’esterno alcuni caratteri originari mentre l’interno è stato radicalmente modificato nel secolo XIX. Sul lato nord, in adiacenza, è posta la Torre Campanaria realizzata, come l’intera costruzione, in pietra a faccia vista. La superficie si sviluppa per un totale di mq. 334. Gli elementi lapidei del monumento sono costituiti da arenaria grigia nella varietà della pietra serena.  Lo stato di conservazione del campanile è pessimo soprattutto nelle parti alte. La cuspide, in particolare, risulta staticamente danneggiata: in passato è stata colpita da un fulmine che ha determinato il crollo della palla metallica, reggente la croce in ferro, e di alcuni conci di pietra sottostanti.  Successivamente  è stato eseguito un grossolano intervento di rimontaggio delle bozze che attualmente, risultano sconnesse e non allineate tra di loro con conseguenti  tensioni che si ripercuotono sulla muratura sottostante. Lo spazio tra i conci è notevole e favorisce l’infiltrazione di acqua piovana all’interno, oltre a contribuire al lento dissesto della muratura. Le stuccature e i rinzaffi in cemento, sia all’esterno che all’interno, favoriscono il degrado della pietra. Gli elementi in aggetto sono particolarmente degradati. Si osserva la presenza di numerose piante infestanti e di patine bianche, verdi o bruno-nerastre dovute all’azione dei biodeteriogeni. Sono evidenti dovunque tracce di trattamenti precedenti (stuccature e reintegrazioni in malta cementizia; elementi in ferro, responsabili di gravi alterazioni cromatiche delle superfici).

RESTAURO

L’intervento è stato condotto secondo le indicazioni del Funzionario Responsabile di Zona della Soprintendenza.  Oltre al restauro materico classico, che prevede tutte le fasi operative necessarie al recupero del bene, ci siamo adoperati per garantirne  il consolidamento statico restituendo alla cuspide la stabilità ormai compromessa.

Alcuni saggi di rimozione della muratura posticcia ci hanno  consentito di riportare alla luce la forma originaria della base sulla quale poggia la cuspide:  una cornice costituita da due file di bozze modanate che, degradando dolcemente, creano una continuità architettonica con la muratura sottostante. Il toro della fila superiore era stato completamente scalpellato per potervi inserire gli embrici di copertura; inoltre la malta cementizia usata per legare le murature aveva deteriorato notevolmente le superfici originarie. Le due bozze costituenti l’angolo Nord-Ovest della cornice risultavano mancanti e sono state rifatte ex novo in pietra, poichè staticamente importanti. Tutte le altre numerose superfici lacunose sono state ricostruite

 

 

Comments are closed.