Restauro Conservativo

Tempio Crematorio Restauro Conservativo Pistoia

DESCRIZIONE E STATO DI CONSERVAZIONE:

Il Tempio Crematorio realizzato nel 1901 seguendo i canoni dello stile architettonico dorico fu ampliato pochi anni dopo, nel 1906. Il complesso è costituito da sei stanze per una superficie di circa 210 mq. Le due stanze centrali, con soffitti a volta decorati, sono le uniche in cui i motivi decorativi delle volte non siano stati ricoperti; gli altri vani  sono stati completamente  tinteggiati nel corso degli anni. Non è stato risparmiato neanche il forno che, edificato a mo’ di ara pagana, costituisce un elemento architettonico a sé: lungo le sue superfici sono stati rilevati da quattro a  sei strati pittorici sovrammessi.
Le pitture a vista si presentano annerite dai fumi e da uno  spesso deposito di polvere. Si osservano, inoltre, numerose macchie scure provocate sia dall’alterazione biologica del legante presente nella tempera che dalle infiltrazioni di acqua piovana.  Sono diffuse le perdite della pellicola pittorica, le fratture e i rigonfiamenti con conseguenti distacchi dell’intonaco dalla muratura e i rifacimenti in cemento.   Nel corso dei lavori di restauro, in particolare durante la rimozione degli scialbi, sono emersi alcuni elementi interessanti che confermano come l’edificio sia stato sottoposto a lavori di ampliamento e ristrutturazione a pochi anni dall’iniziale realizzazione. Sono, ad esempio, riapparse le basi mozzate delle due volte che originariamente ricoprivano i vani adiacenti l’ingresso oltre alle “impronte” lasciate dalla muratura che le costituiva sia sulle lunette che lungo gli archi laterali.

RESTAURO:

L’intervento, sotto la guida dei Funzionari Di Zona della Soprintendenza, è stato affrontato con l’intento di restaurare le pitture a vista e di recuperare il più possibile l’impostazione originale.                                          Il recupero dei soffitti dei vani adiacenti alll’ingresso è stato affrontato in maniera diversa, poiché tali elementi piani hanno snaturato l’originario impianto architettonico e decorativo. Durante il restauro abbiamo potuto stabilire non solo che i due vani erano ricoperti in origine da volte ma  che il tetto,  causante le inflessioni dei soffitti,  necessitava di un intervento di rinforzo.                                                        E’ stata decisa la completa demolizione dei soffitti, che ha facilitato l’intervento di consolidamento del tetto dall’interno, e la ricostruzione delle volte per restituire all’edificio l’originario impianto architettonico e decorativo. Le due volte, costituite da pannelli in gesso autoportante, sono state realizzate in laboratorio da una ditta specializzata, e successivamente montate sul posto. Le superfici degli intradossi sono state trattate mediante stesura di uno strato d’intonaco ad imitazione dell’originario. In seguito al montaggio delle nuove volte sono state ricostruite, lungo gli archi e le lunette, le parti tagliate dai vecchi soffitti ed è stato eseguito il restauro pittorico dell’insieme. Per le nuove volte, in accordo con i Funzionari della Soprintendenza e con il D.L., è stato deciso di riproporre l’impianto decorativo della volta centrale differenziandolo, tuttavia, da quest’ultima. Tale scelta è stata dettata non solo dal desiderio di restituire all’insieme una lettura scorrevole delle decorazioni ma, anche, da quello di evidenziare le volte ricostruite ex novo. E’ stato usato pertanto un colore di fondo più chiaro rispetto a quello della volta centrale e le fasce pittoriche sono state lasciate prive di motivi ornamentali. Oltre alle pitture murali sono stati recuperati anche gli altri elementi decorativi presenti: le cornici e i complementi in gesso sopra i loculi; l’urna sul forno e le tre lampade in terracotta; la porta metallica del forno.

 

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